dall’8 al 31 gennaio 2026
9 gennaio, ore 18,00, “artist’s talk”, l’artista presenta le sue opere
Sorprendentemente questa è la prima mostra in galleria dell’artista visivo Donald Fels a Roma, dopo una mostra personale al MAMbo di Bologna nel 1986 e un’altra all’American Academy nello stesso anno. Fels ha trascorso gli anni successivi ricercando e creando arte in tutto il mondo, esplorando una moltitudine di materiali naturali.
Americano, lui e la moglie architetto Patricia Tusa Fels vivono da decenni nel Pacifico nord-occidentale. Ha vissuto creato ed esposto le sue opere anche, in Asia, in Europa e in altre regioni degli Stati Uniti.
Il suo lavoro è stato sostenuto da commissioni, musei, fondazioni, residenze e borse di studio, tra cui tre Fulbright per Italia, India e Uzbekistan. Le sue opere sono presenti in collezioni di tutto il mondo.
Quando Fels arrivò per la prima volta in Italia, sessant’anni fa, rimase immediatamente affascinato dal colore e dalla consistenza dei muri in rovina e dalla bellezza dei manifesti sbiaditi che vi erano affissi.
Quella visione lo riportò a Roma nel 1978 per sei mesi.
Tornato negli Stati Uniti con fotografie di muri e una collezione di manifesti murali abbandonati, fondò See-Through, un gruppo che realizzava performance di diapositive e suoni lungo la costa occidentale con le immagini da lui fotografate e utilizzava le carte in una serie di collage/dipinti di grandi dimensioni.
Oltre a Roma e Bologna, ha completato progetti italiani a Favignana, Bagnoli e Trieste.
Ha collaborato con poeti, ingegneri, registi, archeologi, musicisti, geografi, drammaturghi, fisici, costruttori di lenti, architetti, altri artisti visivi e ricercatori in tutto il mondo.
Da 14 anni i Fels hanno una casa e uno studio in Puglia, dove trascorrono metà dell’anno.
Una volta che ha iniziato a mettere radici pugliesi, Fels si è reso conto rapidamente che quelle viscere avrebbero dovuto farsi strada attraverso la pietra calcarea.
Con l’intenzione di dipingere in Puglia, si rivolse all’intonaco di calce: calcare macinato. Imparò da autodidatta l’antica arte dell’affresco, utilizzando sempre calce con pigmenti integrati, che impiegava su legno di pioppo, come facevano gli artisti rinascimentali di 500 anni fa. La differenza più evidente è che l’opera di Fels non è figurativa.
Nei suoi dipinti e nelle sue opere su carta, Fels esplora il tempo e lo spazio in modo non lineare e non oggettivo. Vede la sua arte come un pensare e sognare a colori.
Fels ha conseguito una laurea triennale in Arte, Letteratura e Storia dell’Arte presso la Wesleyan University e una laurea magistrale presso la City University.
Ha inoltre studiato presso l’Università di Washington, il San Francisco Art Institute e il Pratt Institute.
Ha esposto a Vancouver, Seattle, Tacoma, Portland, San Francisco, Los Angeles, Chicago, Boston, New York, Michigan, New Orleans, Parigi, Prato, Bologna, Trieste, Cisternino, Tashkent, Penang, Kochi, Delhi, Mumbai e Phnom Penh.
Ha lavorato nel teatro, nel cinema, nella musica e nell’editoria
Nel 2024 le Edizioni Esperidi pubblicano la monografia unfolding, che si snoda attorno al lavoro di Fels in Puglia, dove l’artista lavora e trascorre con la famiglia la metà dell’anno.
Carmelo Cipriani, critico d’arte, scrive del lavoro di Fels: “La sua è l’antica tecnica dell’affresco applicata a supporti delle stesse dimensioni di una tela. Lacerti ragionati in cui la casualità, l’accadimento della storia – che in questo caso si identifica con il gesto dell’artista – interviene a definire la superficie pittorica su cui si combinano apposizioni e cadute, segni e graffi, in una stratificazione che è vitale ed esistenziale, oltre che cromatica.”
