nov 132017
 

27 novembre/8 dicembre 2017

A  cura di:  Grau.2

Roberto Mariotti, architetto nonché uno dei componenti, fin dal 1964, dello studio Grau di Roma, espone in questa mostra una serie di disegni facenti parte del libro All’ombra del disegno, edito nella collana Grau.2 nel 2016. Questa collana, unitamente alle mostre personali presso la galleria AOCF58 di Roma, vuole testimoniare l’attività dei singoli architetti (e anche di amici artisti) lungo oltre 50 anni di progettazione, andando ben oltre la fatidica data del 1980, quando il gruppo fu invitato alla Prima Biennale di Architettura, The Presence of the Past, alla Biennale di Venezia.

Dice Mariotti in un recente articolo: “Ho sempre cercato di convivere con due esigenze diverse, contrastanti fra loro ma destinate pur sempre a un accordo. La prima esigenza è quella di rispettare, nel progetto, la inscindibilità tra concetto, disegno e forma. La seconda è quella di far vivere queste mie idee, fin dal loro nascere, in contesti (urbani o naturalistici), che dell’idea fossero non lo sfondo, bensì il luogo della misura. E se, come ovvio, non ero io a scegliere il contesto, mai ho inteso viverlo come un nemico, un freno alla mia opera”.

 

E ancora l’autore a proposito del suo disegno: “… tutti sembrano avere il problema della rappresentazione. Ora io quel problema non ce l’ho, per il semplice fatto che per me tutto è disegno, tutto significa.  … E se devo dare una definizione sintetica di me, al di là di quella predisposizione al disegno che tutti mi riconoscono, mi sento di dire che la mia natura ama immaginare dentro la conquista di una proporzione (fosse anche un semplice equilibrio fra le parti).

In questa linea di estrema libertà dentro il rapporto, spesso conflittuale, fra disegno e architettura, nasce una mostra che non è la rappresentazione di progetti significativi, ma il rincorrersi di segni, da un disegno all’altro. Dentro il risplendere di una miriade di formati e tecniche che portano in primo piano quell’artigianalità del fare quotidiano dentro cui l’autore ama sentirsi e, soprattutto, essere percepito dagli altri.

 

nov 132017
 

14 /22 dicembre 2017

A  cura di:   Grau.2

 

 

La collana di e-book Grau.2 continua a essere la protagonista dei primi titoli in programma delle mostre di questa stagione 2017/2018. Lo sviluppo dell’iniziativa prende le mosse da libri personali che i singoli componenti del Grau curano da un loro singolare punto di vista, nella ricerca esplicita di diversità e/o sommerso. A questa ossatura portante si aggiungono libri legati a semplici occasioni professionali che si vuole significative, nonché altri libri di amici artisti. Ovviamente c’è una curiosità verso i giovani in cerca di auto-pubblicazione. Ovviamente c’è una curiosità verso quegli architetti autori nell’ombra e nel disincanto di linguaggi sommersi e di qualità. Nella disponibilità a discutere sempre e comunque proposte fuori schema.

 

Dice l’autore: “Tra settembre 2016 e febbraio 2017 il Palazzo di Cibeles di Madrid diviene oggetto di un comune esercizio di geometria descrittiva: l’intersezione tra una superficie piana accidentale e uno spazio architettonico.  Un infinito piano inclinato taglia idealmente in due il palazzo, come una katana o una superficie d’acqua. Dopo mesi di misure e costruzioni geometriche, l’installazione si risolve in modo semplice: alcuni disegni di costruzione, uno scotch da carrozziere blu per mostrare la linea d’intersezione e alcuni paesaggi acquatici per raccontare il sogno di un’inondazione. Il combinato fra questi tre modi espressivi mi sembra il modo migliore per spiegare quali effetti, fantastici e complessi, possa produrre un semplice piano secante, che appartiene alla scienza della geometria descrittiva, quando incrocia un luogo reale, fortemente connotato dai segni della vita dell’uomo. Scienza e vita nella curiosità di un artista”.

Questa mostra nella AOCF58 – Galleria BRUNO LISI è la cronaca dell’installazione in Centro Cibeles / Madrid.