lug 262017
 

 

Sabato 14 Ottobre 2017 ore 18.00

Evento organizzato in occasione della  Tredicesima edizione della Giornata del Contemporaneo AMACI

ARCHITETTURA E IMMAGINE

Franco Pierluisi, 1983

 

Architettura e immagine

Mi sono posto, fin dall’inizio della mia carriera di architetto, il problema di un’architettura che non fosse solo produzione di oggetti e presentazioni di funzioni, ma anche «rappresentazione del mondo», «immagine». Che fosse, in altri termini, comunicazione anche diretta di un immaginario espresso in genere in architettura solo indirettamente, e non in tutte le epoche della sua storia.
Tale problema interviene assai presto nell’evoluzione del GRAU: si precisano fin dal 1964 le istanze di comunicazione di un immaginario geometrico, umano, simbolico, nell’architettura.
Ciò equivale a darsi il grande compito del ritorno al Linguaggio.
Quel che con pochi altri iniziammo allora è oggi conclamato da un grande coro: sta rivoluzionando l’architettura.
Proprio l’architettura del Movimento moderno, sgombrando il campo dalla retorica pompier del XIX secolo, ha permesso a immagine immaginario e stile, con tutta la loro storia di simboli, di tornare oggi negli edifici, di illuminare nuovamente l’architettura dall’arcaico, misterioso sorriso.
I contenuti di questo immaginario ritrovato sono infatti riaffioranti dall’intera storia del grande libro di pietra, che viene di continuo riletto, riscritto, fin dalle inconoscibili origini, alla struggente ricerca di queste: il mezzo di tale espressione è il Disegno.

 

Architettura e disegno

Il disegno d’Architettura non è più e non è più soltanto«Disegno tecnico»; è anzi ormai ben distinto da questo, ha
proprie qualità espressive e tecniche, costituisce la più diretta epifania del pensiero architettonico; potremmo dimostrare che è indistinguibile, tutt’uno col progetto; i metodi della progettazione sono i suoi stessi metodi: non Disegno e Architettura,ma Disegno come Architettura.
Manca ancora una ricostruzione globale della Teoria,della Didattica, della Comunicazione dell’Architettura a partire dal disegno. Tale compito è assolutamente urgente,pena la definitiva distruzione del nostro ambiente e la scomparsa della nostra civiltà urbana, di ogni forma della nostra opera di specie.
Il Disegno d’Architettura è infatti un Ridisegno, miglioramento del Mondo: è l’unica nostra capacità di paragonarsi all’opera della Natura, di istituire un rapporto dialettico con i suoi cieli.
E va ancora acquisita l’idea di un’Architettura come«strato», riscrittura incessante, rivelazione, nel tempo, deldestino spaziale della Civiltà; quasi del suo nascosto Disegno.

Architettura e incisione

 L’incisione, l’antico magistere della lastra e delle morsure,del riprodurre e diffondere l’immagine spaziale, le luci e le ombre vibranti di segno, gli spaccati e le figurette viventi in quegli spazi, mi hanno sempre affascinato. Fin dal Rinascimento,prolungamento naturale dell’attività dell’architetto è stata l’incisione, mezzo di diffusione e veicolo di segni:faccio incisioni molto diverse da quelle, e non solo perché quelle sono inimitabili: 150 anni di storia dell’Arte non sono trascorsi invano. Ma, come allora, la magia di ricavare spazi con un procedimento simile alla costruzione e alla scultura,far agire in essi figure grandi, piccole, possedute dai loro gesti, fermate nei loro supplizi: mescolare spazi, tempi diversi,proiettare millenni su quell’unico, umido foglio; tutto ciò mi sembra ancora necessario, risponde quasi ad una esigenza morale: non fu così infatti anche per Piranesi, che inascoltato in patria, viveva sulla lastra, «gettando una luce nel Passato», la sua Rivoluzione? Il dramma del suo tempo?.