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	<title>ASSOCIAZIONE OPERATORI CULTURALI FLAMINIA 58 &#187; 2024-2025</title>
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	<description>ASSOCIAZIONE OPERATORI CULTURALI FLAMINIA 58</description>
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		<title>Federica Rugnone: Re_Human</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2025 16:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[dal 7 al 24 aprile 2025 Inaugurazione  lunedì 7 aprile 2025 – dalle 18,00 alle 20,30 &#160; Testo critico   Benedetta Carpi de Resmini Il progetto Re_Human risponde alla necessità condivisa dall’artista di un ripensamento del concetto di umano, che si ponga al di fuori delle categorie gerarchiche imposte dalla società occidentale. La presenza dell’underscore nel <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7265' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 7 al 24 aprile 2025</p>
<p>Inaugurazione  lunedì 7 aprile 2025 – dalle 18,00 alle 20,30</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/BUSTOCianotipia-virata2021.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7266" title="bustocianotipia-virata2021" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/BUSTOCianotipia-virata2021-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo critico   Benedetta Carpi de Resmini</p>
<p>Il progetto<em> Re_Human</em> risponde alla necessità condivisa dall’artista di un ripensamento del concetto di umano, che si ponga al di fuori delle categorie gerarchiche imposte dalla società occidentale. La presenza dell’underscore nel titolo (&#8220;_&#8221;) aggiunge una dimensione di ricostruzione e di connessione tra elementi separati.</p>
<p>L’esposizione si concretizza in un corpus di immagini fotografiche che mettono a confronto l’essere umano con gli elementi naturali e animali, ricucendo il legame con la terra, con le componenti inanimate e i suoi abitanti animati. Le fotografie sono accompagnate da ceramiche e da un’installazione realizzata con materiali organici.</p>
<p>Come afferma Benedetta Carpi de Resmini, «Federica Rugnone esplora con il suo lavoro il confine poroso tra umano e non umano, mettendo in discussione le gerarchie imposte dalla società occidentale e rivelando ciò che essa ha sistematicamente rimosso».</p>
<p>In particolare Rugnone, che si sofferma spesso nella sua opera sull’idea del ritmo e della ciclicità dei processi biologici, sull’alternanza di vita e morte, mostra in quest’occasione i frutti della sua ricerca sulla “comune discendenza”. Si tratta di un concetto che sfida la separazione artificiale tra uomo e natura, tra razionalità e sensibilità. L’artista spiega, infatti: «a forza di separare, di depurare, ci siamo allontanati dall’idea di comunanza e di prossimità creando gerarchie funzionali a sfruttare e controllare al meglio gli scarti». Per scarti si intende la rete di esclusione applicata su tutto ciò che non rientra nel paradigma dominante: l’ambiente, le donne, i disabili, le minoranze etniche, gli animali.</p>
<p>La mostra <em>Re_Human</em> vuole, da una parte, puntare il dito contro la violenza perpetrata sull’ambiente come si riscontra nella deforestazione selvaggia, nell’estinzione delle specie, nella mercificazione della vita. Dall’altra, mette in luce l’ingiustizia di alcuni meccanismi sistemici (più o meno consapevoli) che portano all’emarginazione di alcuni individui ritenuti più deboli e quindi alla prevaricazione e all’abuso di potere.</p>
<p>Le infiorescenze delle graminacee sono trasformate in trecce di capelli divenendo simbolo di una volontà di ri-connessione con la parte naturale rimossa o dimenticata ma sempre pronta a riemergere nell’uomo. L’immagine della treccia rievoca, inoltre, il gesto rivoluzionario del taglio delle chiome da parte delle donne iraniane, la forza della protesta quando da iniziativa personale si trasforma in azione collettiva.</p>
<p>Sono esposte, inoltre, delle cesoie per animali che ricalcano l’atto del taglio netto, la separazione da radici virulente, legate a secoli di dominio, esclusione e marginalizzazione. Si vuole quindi alludere, oltre all’idea della lotta, anche al momento successivo del riscatto. Proprio per questo, l’artista ha coinvolto l’attivista e scrittrice italo-iraniana Pegah Moshir Pour, invitandola a prestare alcune frasi che sono state incise sulla superficie delle cesoie. Le frasi scelte si riferiscono a stereotipi e convinzioni profondamente radicate nella società. L’augurio consiste così non solo nella messa in discussione di pensieri, pratiche e abitudini “tossici” ma alla loro stroncatura e recisione, dalla testa alla coda.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/Campo2.2.bas-ris.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7268" title="campo2-2-bas-ris" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/Campo2.2.bas-ris-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bio</p>
<p>Federica Rugnone (1987) è un’artista e docente di antiche tecniche di stampa. Laureata in scienze filosofiche a Firenze dopo gli anni di studio a Bologna e Parigi, attualmente vive a Roma con studio a Ombrelloni art space, in San Lorenzo.</p>
<p>Attraverso mezzi espressivi come la fotografia, l’incisione e la ceramica, indaga le connessioni tra ambiti che consideriamo distinti: l’uomo e il regno vegetale, lo spazio geometrico e lo spazio sentito. Riconsiderare i confini, superarli, permette di scoprire delle affinità tra mondi solo apparentemente lontani, problematizzando l’idea del “diverso”.</p>
<p>Ha esposto in mostre personali presso la Galleria Gallerati di Roma (<em>Sacer, La mostruosità del sacro</em>, 2023), a Firenze, presso la Fondazione Il Bisonte (<em>La Comune discendenza</em>, 2021), allo Studio 38 Contemporary Art Gallery di Pistoia (<em>Human Nature</em>, 2019).</p>
<p>Le sue opere sono state presentate anche a Soho House di Roma (2024), al premio Santa Croce Grafica (2021), in festival come il SiFest off di Savignano sul Rubicone (2017), il Festival dei Due Mondi di Spoleto (2017), la kermesse fotografica Camera Work di Ravenna (2018). I suoi lavori sono entrati a far parte di collezioni come la Soho House Foundation, Fondazione il Bisonte, Gabinetto di arte grafica di Santa Croce, Villa Rondinelli.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/La-raccolta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7267" title="la-raccolta" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/La-raccolta-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maria Ginzburg: Anatomia di un collasso</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2025 15:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[dal 12  al 30 maggio Inaugurazione  lunedì 12 maggio 2025, dalle 18,00 alle 20,30 Visioni emergenti 2.  La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. A cura di  Marina Bindella e Beatrice Peria La ricerca artistica di Maria Ginzburg è contrassegnata da una riflessione critica e politica sui perversi meccanismi produttivi <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7256' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 12  al 30 maggio</p>
<p>Inaugurazione  lunedì 12 maggio 2025, dalle 18,00 alle 20,30</p>
<p><strong>Visioni emergenti 2. </strong> La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/4C859C27-5F29-433F-B408-3E04578B8F71.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7257" title="4c859c27-5f29-433f-b408-3e04578b8f71" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/4C859C27-5F29-433F-B408-3E04578B8F71-1024x765.jpeg" alt="" width="695" height="519" /></a></p>
<p>A cura di  Marina Bindella e Beatrice Peria</p>
<p>La ricerca artistica di Maria Ginzburg è contrassegnata da una riflessione critica e politica sui perversi meccanismi produttivi che, mascherati dalla retorica felice della crescita e del progresso, portano alla irreversibile distruzione del paesaggio e alla disumanizzazione degli individui e delle comunità sociali, trasformati in ingranaggi di un sistema che alimenta solo sé stesso, in un ritmo vertiginoso e incontrollabile di crescita.</p>
<p>Ispirata alla <em>Città invisibili </em>di Calvino, la mostra <em>Anatomia di un collasso</em>, trova il suo fulcro in una potente installazione murale che, mostrando lo spaccato di una città, ne rivela l’anima convulsa e le interne dinamiche di alienazione, sfruttamento, accumulazione violenta e irrefrenabile, tracciando la traiettoria che condurrà ad un’implosione annunciata.</p>
<p>Lo spazio espositivo è trasformato in una cartografia immersiva della fragilità naturale, urbana e sociale; la città raffigurata, densa e stratificata, è una mappa mentale, una visione interiore in cui realtà e memoria si sovrappongono, suggerendo un continuo oscillare tra resistenza e caduta e invita a riflettere sul paesaggio urbano contemporaneo come organismo vivo e vulnerabile, attraversato da forze storiche, sociali e personali che ne determinano trasformazioni profonde e spesso irreversibili.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/4920B9BB-A353-4AEE-B759-9A8D8729BF11.jpeg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7260" title="4920b9bb-a353-4aee-b759-9a8d8729bf11" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/05/4920B9BB-A353-4AEE-B759-9A8D8729BF11-1024x386.jpeg" alt="" width="695" height="261" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Biografia</em></p>
<p>Maria Ginzburg è diplomata al Triennio di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Attualmente sta per conseguire il Diploma di secondo livello in Illustrazione ed Editoria d’arte, sempre presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.</p>
<p>Esposizioni collettive</p>
<p><em>Contatto</em>, Teke Gallery Carrara 2021;</p>
<p><em>La chiave dei sogni</em>, Istituto Centrale per la Grafica, Formello 2021;</p>
<p><em>ArtèEuropa</em>, Europa Experience, Roma 2023;</p>
<p><em>VenUs Urban Art, </em>Fanfulla<em>, </em>Roma 2024;</p>
<p>Mostra collettiva per la “Strenna dei Romanisti”, Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, Roma 2024;</p>
<p><em>Chiamata alle arti</em>, Mucciaccia Contemporary Project, Roma 2024.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Esposizioni personali</em></p>
<p>Memorie della polvere, Teké Gallery, Carrara 2022</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Incarichi pubblici</em></p>
<p>Incarico per la realizzazione di <em>Equilibrio</em>, Villa Ada Fest, Roma 2021;</p>
<p>Realizzazione di <em>Urban Fragment</em>, Metro Garbatella Roma, Yourban2030- ATAC, Roma 2022;</p>
<p>Realizzazione di <em>Mind the Gap</em>, Liceo Engim San Paolo, Roma 2022/23;</p>
<p>Incarico dell’Associazione Le Altre, per <em>Donne come ossigeno</em>, Ingeborg Bachmann, Università La Sapienza Roma, finanziamento della Regione Lazio 2022/23;</p>
<p>Incarico dell’Associazione Cornelia per la realizzazione <em>Le Ere di Anagni</em>, Anagni, finanziamento della regione Lazio 2023;</p>
<p>Incarico per la realizzazione di<em> Occhio alla prevenzione, </em>Komen, Metro Cipro, Roma 2023;</p>
<p>Incarico dell’associazione Ricordi Asp, <em>Un murales per Acquafondata</em>, 2023;</p>
<p>Incarico per la realizzazione di <em>Un Sognatore</em>, Trenta Formiche, Roma 2024.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Visioni emergenti 2.</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Si rinnova per il secondo anno consecutivo la collaborazione tra la storica galleria romana, AOC F58, da sempre attiva nello scoprire e promuovere artisti emergenti e nuove voci dello scenario contemporaneo, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza nella formazione artistica italiana e vivaio di giovani talenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo appuntamento della rassegna 2024/2025 è stato dedicato alla personale di Marianna Panagiotoudi, giovane artista greca, diplomata al Biennio di Pittura dell’Accademia di Roma. La mostra è stata aperta a dal 10 al 21 febbraio 2025.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo appuntamento, dal 12 al 30 maggio, ospita il lavoro di Maria Ginzburg, allieva del Biennio di Illustrazione ed Editoria d’arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Kamal Sabran: Nafas</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 12:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[dal 3 marzo al 21 marzo 2025 Inaugurazione:  lunedì 3 Marzo 2025, dalle 18,00 alle 20,30 &#160;     “Nafas” a cura di Camilla Boemio, è la prima mostra romana dell’artista malesiano Kamal Sabran. La parola &#8220;Nafas&#8221;, che in malese significa respiro, è profondamente simbolica e stratificata nel significato. Rappresenta la vita, il movimento, il <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7232' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 3 marzo al 21 marzo 2025</p>
<p>Inaugurazione:  lunedì 3 Marzo 2025, dalle 18,00 alle 20,30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/Bedang-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7235" title="bedang-3" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/Bedang-3.jpg" alt="" width="767" height="425" /></a></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em> </em></p>
<p><em>“</em>Nafas<em>” </em>a cura di <strong>Camilla</strong> <strong>Boemio</strong>, è la prima mostra romana dell’artista malesiano Kamal Sabran.</p>
<p>La parola &#8220;Nafas&#8221;, che in malese significa respiro, è profondamente simbolica e stratificata nel significato. Rappresenta la vita, il movimento, il ritmo e le forze invisibili che sostengono l&#8217;esistenza. Come titolo, &#8220;Nafas&#8221; è potente nella sua semplicità, ma espansivo nella sua interpretazione. È una connessione tra la natura e l’esperienza umana.</p>
<p>Il respiro è anche un atto di ricordo. I video dell’artista catturano il polso di paesaggi che esistono da tempo, ma che sono in continua evoluzione, come ricordi trasportati dal vento o il respiro silenzioso della terra in attesa di rinnovamento.</p>
<p>Sabran è stato uno degli artisti presentati nella mostra <em>Pera</em> <em>+</em> <em>Flora</em> <em>+</em> <em>Fauna</em>. <em>The</em> <em>Story</em> <em>of</em> <em>Indigenousness</em> <em>and</em> <em>The</em> <em>Ownership</em> <em>of</em> <em>History</em>, evento ufficiale collaterale della <strong>59<sup>a</sup> edizione della</strong> <strong>Biennale</strong> <strong>di</strong> <strong>Venezia</strong>, nel 2022, commissionato da <strong>PORT</strong> e dal <strong>Governo</strong> <strong>dello</strong> <strong>stato</strong> <strong>di</strong> <strong>Perak</strong>, <strong>Malesia</strong>.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-7236 aligncenter" title="_mg_0990" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/MG_0990-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mostra si compone di due lavori video: <em>Ssegar</em> <em>Angin</em>, presentato la prima volta alla Biennale di Venezia nel 2022 e <em>Bendang</em>, video inedito.</p>
<p>Proprio come il respiro sostiene la vita, <em>Ssegar</em> <em>Angin</em> e <em>Bendang</em> esplorano l&#8217;interconnessione dell&#8217;esistenza umana con la natura. L&#8217;aria mutevole, i campi ondeggianti e i sottili cambiamenti di luce e consistenza ci ricordano che tutto respira insieme in armonia.</p>
<p>In <em>Ssegar</em> <em>Angin</em>, il regista Sabran evoca un fluido arazzo in movimento, composto dal suono e da un rituale ancestrale, una performance che trasporta dolcemente lo spettatore lungo le correnti del fiume <strong>Perak</strong> a <strong>Ipoh</strong>, a <strong>Perak</strong>, in <strong>Malesia</strong>. L&#8217;opera non è semplicemente girata in esterni; nasce dalla superficie riflettente e in continuo cambiamento dell&#8217;acqua e dallo spirito senza tempo delle tradizioni curative malesi.</p>
<p>Sullo sfondo dei ritmi fluidi del fiume Perak, Ssegar Angin cattura sia la dimensione fisica che quella simbolica della natura. L&#8217;acqua increspata diventa uno specchio di trasformazione interiore, un palcoscenico vivente in cui gli elementi vengono reinventati come agenti di guarigione. Questa connessione con il mondo naturale è parte integrante dell&#8217;intento della performance, suggerendo che il restauro e il rinnovamento sono parte del paesaggio tanto quanto lo spirito umano.</p>
<p>La seconda opera proiettata, <em>Bendang</em>, si dispiega come un&#8217;odissea evocativa nell&#8217;anima dei campi di riso di Ipoh, dove le forze elementari della terra e dell&#8217;aria si fondono con l&#8217;antico battito del rituale culturale. Diretto da Kamal Sabran e in collaborazione con la coreografa <strong>Aida</strong> <strong>Redza</strong>, questo spettacolo trascende i confini convenzionali, fondendo movimento, spazio e suono in un&#8217;opera d&#8217;arte viva e pulsante.</p>
<p>La coreografia di Aida Redza è un dialogo luminoso tra fluidità e precisione. Ogni gesto, sia spontaneo che meticolosamente raffinato, riecheggia la cadenza senza tempo della natura stessa. Il suo stile di movimento, caratterizzato da una sorprendente miscela di vulnerabilità e forza, trasforma il corpo umano in un veicolo di espressione, catturando i momenti effimeri tra terra e cielo. Nelle sue mani, il palcoscenico diventa una tela su cui convergono i sussurri del passato e gli impulsi del presente, evocando ricordi di riti ancestrali e rituali di guarigione che hanno a lungo sostenuto il nostro spirito culturale.</p>
<p>A sostenere questa poesia cinetica c&#8217;è un paesaggio sonoro sperimentale ancorato all&#8217;armonium. I suoi droni risonanti, reinventati attraverso un&#8217;innovativa manipolazione sonora, creano un arazzo uditivo che è tanto inquietante quanto trasformativo. Il timbro meditativo dell&#8217;armonium permea l&#8217;atmosfera, tessendo un dialogo sottile, ma implacabile, con le fasi coreografiche. È un suono che ronza con il misticismo della tradizione, ma pulsa con un tocco contemporaneo: un ponte sonoro che collega i ritmi terrestri dei campi di Ipoh con la vasta distesa della coscienza interiore.</p>
<p>Ambientato tra i vasti campi di riso di Ipoh, <em>Bendang</em> è sia un omaggio, che una reinvenzione del patrimonio culturale malese. La visione registica di Sabran trasforma il paesaggio in un partecipante vivente della performance, impregnando l&#8217;ambiente naturale di risonanza simbolica. Qui, i campi non sono semplicemente uno sfondo; sono narratori attivi che raccontano i cicli di crescita, decadimento e rinnovamento, una metafora dell&#8217;eterno viaggio dello spirito umano.</p>
<p>In <em>Bendang</em>, ogni movimento e nota diventano una meditazione della trasformazione. L&#8217;opera è un invito ad arrendersi al potere curativo dell&#8217;arte, una chiamata a riconnettersi con le energie primordiali che plasmano il nostro mondo e a risvegliare le forze dormienti dentro di noi. Attraverso questa sintesi di poesia visiva e suono sperimentale, la performance emerge come un rituale luminoso di rinascita, dove tradizione e innovazione si fondono in una danza che è senza tempo, ma anche urgentemente contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/MG_0957.jpg"><img class="size-medium wp-image-7237 aligncenter" title="_mg_0957" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/MG_0957-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Graphic design: Gabriele Mizzoni</p>
<p>Ringraziamenti:  la cantina Le Caniette</p>
<p>Inaugurazione:  lunedì 3 Marzo 2025, dalle 18,00 alle 20,30</p>
<p>Periodo: dal 3 marzo al 21 marzo 2025<strong></strong></p>
<p>Orario: dal martedì al venerdì 17,00 alle 19,30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biografia</p>
<p><strong>Kamal</strong> <strong>Sabran</strong> è un ricercatore multidisciplinare visionario la cui pratica creativa attraversa i le sfere del suono, della musica, della tecnologia e delle scienze della salute. Il suo lavoro è una fusione di tradizione e innovazione. Da visionario, l’artista re-immagina gli strumenti musicali tradizionali malesi e i rituali di guarigione attraverso una lente contemporanea e sperimentale. Come docente senior presso l&#8217;USM, Kamal porta un profondo rigore accademico alla sua pratica, esplorando il potenziale terapeutico degli interventi basati sull&#8217;arte che arricchiscono il benessere mentale e la funzione cognitiva.</p>
<p>Kamal Sabran è fondatore dello <strong>Space</strong> <strong>Gambus</strong> <strong>Experiment</strong>, un collettivo d&#8217;avanguardia di <em>sound art</em>, e della <strong>Ipoh</strong> <strong>Experimental</strong> <strong>Art</strong> <strong>School</strong>, che amplia i confini dell&#8217;espressione creativa. I suoi progetti di collaborazione con ospedali, università e istituzioni culturali esemplificano la sua dedizione all&#8217;uso dell&#8217;arte come catalizzatore per la guarigione, la conservazione culturale e l&#8217;innovazione.</p>
<p><em>Nel 2015, è stato scelto per frequentare la residenza <strong>18th</strong> <strong>Street</strong> <strong>Art</strong> <strong>Center</strong>, a Santa Monica, negli Stati Uniti. Tra i progetti interdisciplinari rivoluzionari, annoveriamo: <em>Totsu</em><strong>-</strong><em>Totsu</em> <em>Dance</em> <em>Research</em>, sostenuto dal <strong>Governo</strong> <strong>del</strong> <strong>Giappone</strong> (2022); <em>Music</em> <em>for</em> <em>Mental</em> <em>Health</em>, in collaborazione con Langdon Hospital, Inghilterra (2021); <em>Sound-Dance</em> <em>for</em> <em>Dementia</em> <em>Patients</em>, finanziato dal Japan Foundation Grant (2020); <em>The</em> <em>Healing</em> <em>Art</em> <em>Project</em>, sostenuto dal Ministero delle Comunicazioni della Malesia (2020). Tra i premi ricevuti, il recente <strong>Jury</strong> <strong>Grand</strong> <strong>Prix</strong>, <strong>24th</strong> <strong>Shanghai</strong> <strong>International</strong> <strong>Film</strong> <strong>Festival</strong>, per avere realizzato la colonna sonora del film <em>Barbarian Invasion </em>(2021). </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marianna Panagiotoudi: Resti mortali</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 10:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dal 10 al 21 febbraio 2025  Visioni emergenti 2.  La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria &#160;  Il lavoro di Marianna Panagiotoudi è caratterizzato dal forte valore di denuncia delle sue opere che scavano nella memoria e nella storia, spesso dimenticata o <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7217' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 10 al 21 febbraio 2025</p>
<p align="center"> <strong>Visioni emergenti 2.</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong>La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image001web-.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7220" title="image001web" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image001web--300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
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<p style="text-align: left;" align="center"><em> </em>Il lavoro di Marianna Panagiotoudi è caratterizzato dal forte valore di denuncia delle sue opere che scavano nella memoria e nella storia, spesso dimenticata o rimossa, del suo paese, ma anche di altre realtà internazionali dove si consumano tragedie sociali e umanitarie che, lontane dai riflettori dell’informazione <em>mainstream</em> e dallo sguardo occidentale, non ricevono la dovuta attenzione, né suscitano la doverosa indignazione, restando relegate ai margini della cronaca, pressocché ignorate dall’opinione pubblica.</p>
<p>Per realizzare i suoi lavori, l’artista fa un lavoro di scavo e di ricerca preliminare, utilizzando materiali fotografici e documentari d’archivio.</p>
<p>Attraverso immagini quasi espressioniste, con figurazioni drammatiche, <em>close-up</em> di cadaveri, personaggi dalle fattezze distorte e inquietanti, Marianna Panagiotudi riporta alla luce verità scomode, costringendo lo spettatore a confrontarsi, sia nell’opera pittorica che in quella grafica, con il volto oscuro del potere e con lo stuolo di vittime innocenti che ne fanno le spese.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Biografia </strong></p>
<p>Marianna Panagiotoudi (Atene, 1988) è un’artista greca che vive e lavora a Roma. Laureata in Pittura presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e in Storia e Teoria dell’Arte presso l’Università di Ioannina, utilizza diversi medium, tra cui pittura, grafica e altre tecniche, per esplorare temi contemporanei.</p>
<p>Ha partecipato a svariate mostre personali tra cui <em>Funes </em>(2023) presso Cosmo, Roma; <em>Lamentations</em> (2023) presso The Eye Altering, Salonicco; <em>Nel segno della libertà</em> (2022) al MAD Complesso delle Murate, Firenze; e <em>Existence Chapter 2: Traces</em>(2021) presso Oktogon, Dresda.</p>
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<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image002-2web-.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7221" title="image002-2web" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image002-2web--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image003-web.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7222" title="image003-web" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/image003-web-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a></p>
<p align="center"> <strong>Visioni emergenti 2.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Si rinnova per il secondo anno consecutivo la collaborazione tra la storica galleria romana, A.O.C. F58, da sempre attiva nello scoprire e promuovere artisti emergenti e nuove voci dello scenario contemporaneo, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza nella formazione artistica italiana e vivaio di giovani talenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il primo appuntamento della rassegna 2024/2025 è dedicato alla personale di Marianna Panagiotoudi, giovane artista greca, diplomata al Biennio di Pittura dell’Accademia di Roma. La mostra sarà aperta dal 10 al 21 febbraio 2025.</p>
<p>La mostra è accompagnata da una brochure con testi di Marina Bindella e Beatrice Peria, realizzata con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Roma.</p>
<p>Il secondo appuntamento, dal 12 al 30 maggio, ospiterà il lavoro di Maria Ginzburg, allieva del Biennio di Illustrazione ed Editoria d’arte.</p>
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<p><em> </em></p>
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		<title>Ron Laboray: Pretty Power</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 15:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[dal 2 dicembre al 20 dicembre 2024 Pretty Power, una mostra di nuovi lavori di Ron Laboray incentrata sui concetti di bellezza e di potere, include disegni unici di grandi dimensioni; ed una serie video di animazione musicale, che inaugurano una nuova direzione nella pratica dell&#8217;artista. Laboray si è concentrato su ciò che ci unisce. <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7207' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 2 dicembre al 20 dicembre 2024</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/Senza-titolo-1-72.jpg"><img class="size-medium wp-image-7208" title="senza-titolo-1-72" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/Senza-titolo-1-72-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p><em>Pretty</em> <em>Power</em>, una mostra di nuovi lavori di Ron Laboray incentrata sui concetti di bellezza e di potere, include disegni unici di grandi dimensioni; ed una serie video di animazione musicale, che inaugurano una nuova direzione nella pratica dell&#8217;artista.</p>
<p>Laboray si è concentrato su ciò che ci unisce. La serie <em>Pretty</em> <em>Power</em> include tre disegni su larga scala stratificati, che esplorano la complessa relazione tra potere e bellezza. Gli eventi storici, le icone culturali, le meraviglie naturali e i simboli tradizionali che evocano queste condizioni duali sono giustapposti e rappresentati con immagini realistiche e campi di colore astratti.</p>
<p>Tra questi elementi, il pubblico scoprirà la vittoria di <strong>Shirley</strong> <strong>Muldowney</strong> come prima campionessa americana di corsa automobilistica <em>dragster</em>, i fiori nazionali dei paesi del G12, un diagramma utilizzato per tagliare le pietre preziose e manufatti culturali associati alle icone musicali <strong>Kurt</strong> <strong>Cobain</strong> e <strong>Syd</strong> <strong>Barrett</strong>.</p>
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<p>Un telo di plastica trasparente funge da tela, consentendo di toccare la superficie trasparente su entrambi i lati, un pennarello indelebile nero su un lato con vernice applicata sull&#8217;altro, con la plastica e i materiali permanenti che fungono da metafora degli elementi della cultura popolare in mostra. La qualità trasparente è essenziale per l&#8217;esistenza del disegno come linea del tempo, poiché le informazioni più recenti saranno collocate nella parte superiore della composizione e quelle più vecchie sullo sfondo, sebbene l&#8217;orientamento sia talvolta invertito. Il risultato è una linea del tempo visiva che evoca riflessione e un senso di celebrazione. Come le stelle nel cielo notturno, il soggetto all&#8217;interno di ogni composizione è separato dal tempo e dalla distanza; ma, come disegno, è compresso in una costellazione.</p>
<p>La mostra include anche una serie di video musicali animati creati contemporaneamente a <em>Pretty</em> <em>Power</em>, opere che completano i riferimenti musicali pop culturali presenti nei disegni.</p>
<p>I video musicali sono stati realizzati dal collettivo creativo <strong>Little</strong> <strong>Richard&#8217;s</strong> <strong>Almanac</strong>, un eTort che l’artista ha lanciato nel 2023 con la sua compagna <strong>Niki</strong> <strong>Elliott</strong>. Ad oggi, LRA ha collaborato con noti artisti musicali per creare video per: <strong>The</strong> <strong>Brian</strong> <strong>Jonestown</strong> <strong>Massacre</strong> (Berlino), <strong>Federale</strong> (Portland), <strong>L.A.</strong> <strong>Mood</strong> (Australia) e il compositore <strong>Engelbert</strong> <strong>&#8216;Angel&#8217;</strong> <strong>Lerch</strong> (Monaco).</p>
<p>Secondo Boemio: “Questa mostra vede rivisitare i mezzi, le modalità di pensiero e la pratica di Laboray che sono stati presenti durante i suoi lunghi anni di carriera, segnando nello stesso tempo una serie di nuove sperimentazioni importanti e di vasta portata. Laboray esamina il più ampio panorama culturale e la cultura di massa come se stesse usando una radiografia psicologica, producendo opere altamente visive, molte delle quali ispirate alla pittura, alla musica e al mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo americano; racchiudendo in questa selezione un lessico di immagini iconiche, in cui si associano miti, emozioni comuni ed enigmi di vari periodi del ventesimo secolo. I temi trattati comprendono il potere femminile, la rivalsa sociale, l’istinto primordiale della frontiera che si legano ad oggetti entrati nella memoria collettiva andando a tessere rimandi estetici alla cultura popolare. Oltre a questi temi, l’artista ha integrato completamente la sua esperienza personale e la sua storia di vita in questa mostra, il suo sguardo ci fornisce chiavi di lettura dell&#8217;America degli anni &#8217;60/’70 e degli anni’90 riecheggiando le speranze e le delusioni di ognuno di noi, telespettatori ignari e fan coinvolti in un gioco spensierato e mortale. Un viaggio nella determinazione nel quale le rockstars Syd Barrett e Kurt Cobain, il grunge, gli anni della ribellione giovanile, si associano alla figura della prima pilota automobilistica donna: Shirley Muldowney conosciuta come “Cha Cha”. Muldowney ha infranto le barriere di genere resistendo alla discriminazione, e a un incidente quasi mortale che a duecentocinquanta miglia orarie le ha frantumato le ossa.</p>
<p>E’ un’indiscussa pioniera dell’azzardo, che ha utilizzato il suo talento per sradicare preconcetti sfidando la morte e se stessa, in un “valzer” mediatico. Le immagini utilizzate alludono a una caleidoscopica intersezione estetica tra potere, scissione temporale e linguaggio, attraverso l&#8217;inclusione serrata di rimandi e contenuti latenti fautori, che tessono una narrazione raffinata, in cui si rispecchiano riflessioni profonde e poetiche, personali ed universali.”</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/gems-wolves-and-Cobain-guitar-detail-2-72.jpg"><img class="size-medium wp-image-7209" title="gems-wolves-and-cobain-guitar-detail-2-72" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/gems-wolves-and-Cobain-guitar-detail-2-72-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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<p><strong>Ron</strong> <strong>Laboray</strong> è un artista concettuale multimediale americano noto per la polifonia dei suoi dipinti, disegni, video e sculture che trattano temi relativi alla cultura popolare americana. Il suo lavoro ha influenze scientifiche ed utilizza il digitale per realizzare sia l&#8217;astrazione, che sia il realismo, per discutere argomenti della cultura di massa, le storie condivise, la globalizzazione e il tempo.</p>
<p>L’artista ha esposto nei principali spazi espositivi, tra i quali: il Vincent Price Art Museum, il Pacific Design Center e da Raid Projects a Los Angeles, a Chicago al Navy Pier Exposition e al Suburban, a Miami al Pulse, al Contemporary Art Museum St. Louis, al Daum Museum of Contemporary Art e da Colla Super a Milano nel 2023.</p>
<p>A livello internazionale, ha tenuto conferenze sulla sua ricerca artistica ed esposto nei: Paesi Bassi, Italia, Irlanda, Giappone, Taiwan e all&#8217;Accademia nazionale Ungherese delle scienze a Budapest; e ha realizzato un&#8217;installazione murale permanente presso l&#8217;Università Rennes 2, a Rennes in Francia.</p>
<p>Attualmente, Laboray ricopre la posizione di professore di pittura e disegno presso la Western Carolina University ed è direttore della School of Art and Design.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/g12-shirley-pink-panther-detail-4-72.jpg"><img class="size-medium wp-image-7210 alignleft" title="g12-shirley-pink-panther-detail-4-72" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/g12-shirley-pink-panther-detail-4-72-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/12/Senza-titolo-1-72.jpg"><br />
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		<title>Mario Sasso: PASSAGGI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 12:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 4-5 ottobre 2024 La giornata evento PASSAGGI, in memoria di Mario Sasso, vuole essere un momento di condivisione delle opere e delle storie di vita dell’artista. Sarà l’occasione per riunire amici, colleghi e amanti dell’arte, attraverso i suoi lavori e i ricordi condivisi. Vi invitiamo a celebrare con noi la sua eredità artistica e <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7175' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>venerdì 4-5 ottobre 2024</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/image_123650291.jpg"><img class="size-large wp-image-7176" title="image_123650291" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/image_123650291-1024x1024.jpg" alt="" width="695" height="695" /></a></p>
<p>La giornata evento PASSAGGI, in memoria di Mario Sasso, vuole essere un momento di condivisione delle opere e delle storie di vita dell’artista. Sarà l’occasione per riunire amici, colleghi e amanti dell’arte, attraverso i suoi lavori e i ricordi condivisi. Vi invitiamo a celebrare con noi la sua eredità artistica e umana, in un’atmosfera di calore e convivialità in cui rivivere insieme le emozioni che Mario ha saputo trasmettere.</p>
<p>Dalle ore 17.00 sarà aperta la galleria con la mostra fotografica che ripercorre i tempi, i luoghi e le immagini di Mario Sasso, insieme ad amici e compagni di vita.</p>
<p>Saranno aperte le porte dello studio, un&#8217;opportunità unica per conoscere il laboratorio e le storie dietro l&#8217;artista.</p>
<p>Dalle 19.00 Storie, racconti e aneddoti di chi l&#8217;ha conosciuto come amico, collega e artista, con la moderazione di Bruno Di Marino. a seguire, buffet &amp; musica</p>
<p>sabato 5 ottobre galleria e studio aperti</p>
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<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/DSC_0970.jpg"><img class="size-large wp-image-7184 alignleft" title="dsc_0970" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/DSC_0970-1024x678.jpg" alt="" width="695" height="460" /></a></p>
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<p>studio  di Mario Sasso</p>
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<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-7195 alignleft" title="senza-titolo-5" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-5-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
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<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Palazzo-Pianetti-–-Jesi-Foto-di-Valerio-Lancioni-.jpg"><img class="size-medium wp-image-7187 alignleft" title="palazzo-pianetti-jesi-foto-di-valerio-lancioni" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Palazzo-Pianetti-–-Jesi-Foto-di-Valerio-Lancioni--188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a></p>
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<p>Palazzo Pianetti – Jesi-</p>
<p>Foto di Valerio Lancioni</p>
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		<title>François Anicet Canavy e Francesco Proia: CORRISPONDENZE</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 16:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; 12 ottobre giornata del contemporaneo – amaci &#160; François Anicet Canavy e Francesco Proia: CORRISPONDENZE  12- 25/10/2024 &#160; Ideata e curata da Francesco Proia, la mostra CORRISPONDENZE rende omaggio all’attività artistica di François Canavy (1941 &#8211; 2021) a tre anni dalla scomparsa. Canavy, parigino di nascita e formatosi agli studi accademici di disegno <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7150' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: center;">12 ottobre giornata del contemporaneo – amaci</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/bandaloghi_aderenti_nero_eng.jpg"><img class="size-medium wp-image-7161" title="bandaloghi_aderenti_nero_eng" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/bandaloghi_aderenti_nero_eng-300x80.jpg" alt="" width="300" height="80" /></a></p>
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<p>François Anicet Canavy e Francesco Proia:<em> CORRISPONDENZE </em></p>
<p>12- 25/10/2024</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/COP_CANAVY-intera.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7154" title="cop_canavy-intera" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/COP_CANAVY-intera-1024x412.jpg" alt="" width="695" height="279" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ideata e curata da Francesco Proia, la mostra <em>CORRISPONDENZE</em> rende omaggio all’attività artistica di François Canavy (1941 &#8211; 2021) a tre anni dalla scomparsa. Canavy, parigino di nascita e formatosi agli studi accademici di disegno e storia dell’arte, è una figura emblematica della crescita d’importanza che le arti decorative hanno conosciuto durante il Novecento, fino al superamento definitivo della tradizionale separazione tra arti minori e arti maggiori, come anche della visione verticistica della cultura, tra ranghi alti e ranghi popolari. Dagli anni Settanta ai Novanta documentarista e decoratore presso la <em>maison</em> Van Cleef &amp; Arpels, raffinato collezionista di dipinti e sculture come di pregiati manufatti artigianali, Canavy ha parallelamente portato avanti la sua personale ricerca artistica, il cui autentico interesse è testimoniato dall’apprezzamento che Jean Dubuffet ha manifestato in un insieme di lettere che in parte sono all’origine di questa esposizione romana.</p>
<p>Il titolo CORRISPONDENZE in effetti, se da un lato intende richiamare l’attenzione su Dubuffet come punto di riferimento di Canavy, dall’altro mette al centro il rapporto di amicizia e di dialogo artistico che Canavy ha intessuto con Francesco Proia, al quale, nel corso di vari decenni, sono indirizzate via posta le opere di piccolo formato che sono qui in mostra, collages e polimaterici, tutte su buste in cui indirizzo ed affrancatura sono del tutto integrati nella composizione. Questo nucleo di mail art, ammirevolmente coerente, costituisce la raccolta di opere di Canavy ricevuta e custodita da Proia. E questo atto di cura, esteso nel tempo, trova espressione in tre opere recenti dello stesso Proia, che in mostra fanno da contrappunto a quelle di Canavy, rappresentando anche una restituzione a distanza, di stima e di riconoscimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accompagna la mostra un ricco volume delle Edizioni Cambiaunavirgola che contiene un approfondimento dell’opera di Canavy attraverso altri esempi della sua arte e la pubblicazione delle preziose lettere di Dubuffet (grazie alla Fondation Dubuffet), oltre agli scritti di Isabelle Léonard, Stefano Geraci, Pasquale Polidori e Francesco Proia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-0.jpg"><img class="size-medium wp-image-7156" title="senza-titolo-0" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-0-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7158" title="senza-titolo-1" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/Senza-titolo-1-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Francesco Proia</strong></p>
<p>Romano, architetto, allievo di Maria Lai, vive e lavora a Roma.</p>
<p>Compone pannelli polimaterici combinando immagini fotografiche seriali, animaletti giocattolo e mini lampadine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/45695a1c-213d-43ab-a469-da5e822fe186.jpg"><img class="size-large wp-image-7167 aligncenter" title="45695a1c-213d-43ab-a469-da5e822fe186" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/45695a1c-213d-43ab-a469-da5e822fe186-1024x305.jpg" alt="" width="695" height="207" /></a></p>
<p>TAMIGI  omaggio a Renato Pesci. 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-large wp-image-7168" title="b7b49539-997f-49c7-9fa1-9e20e5d2a397" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/b7b49539-997f-49c7-9fa1-9e20e5d2a397-1024x462.jpg" alt="" width="695" height="313" /></p>
<p style="text-align: left;"> Capro espiatorio. omaggio a Luigi Battisti 2024</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-large wp-image-7170" title="567f1e38-cea8-40f9-8320-c92a0bae83a7" src="https://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2024/09/567f1e38-cea8-40f9-8320-c92a0bae83a7-1024x312.jpg" alt="" width="695" height="211" /></p>
<p style="text-align: left;"> Flaminia 227  Il carro del sole  2024</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>stagione 2024-2025</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 12:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; 4-5 ottobre MARIO SASSO : PASSAGGI &#160; ottobre 12-25 12 ottobre &#8211; 20 giornata del contemporaneo &#8211; amaci  François Anicet Canavy e Francesco Proia: CORRISPONDENZE &#160; &#160; dicembre 2-20 RON LABORAY: Pretty Power a cura di Camilla Boemio &#160; febbraio 10-21 Visioni emergenti 2. Marianna Panagiotoudi: Resti mortali a cura di Marina Bindella e <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=7142' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4-5 ottobre</p>
<p><a href=" https://www.aocf58.it/wp/?p=7175">MARIO SASSO :<em> PASSAGGI</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ottobre 12-25</p>
<p>12 ottobre &#8211; 20 giornata del contemporaneo &#8211; amaci</p>
<p><a title="François Anicet Canavy e Francesco Proia: CORRISPONDENZE" href="https://www.aocf58.it/wp/?p=7150"> François Anicet Canavy e Francesco Proia: <em>CORRISPONDENZE</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>dicembre 2-20</p>
<p><em><a title="Ron Laboray Pretty Power" href="https://www.aocf58.it/wp/?p=7207">RON LABORAY</a>: Pretty Power</em></p>
<p>a cura di Camilla Boemio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>febbraio 10-21</p>
<p>Visioni emergenti 2.</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/?p=7217">Marianna Panagiotoudi:<em> Resti mortali</em></a></p>
<p>a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>marzo 3-21</p>
<p><a href="https://www.aocf58.it/wp/?p=7232">Kamal Sabran: <em>Nafas</em></a></p>
<p>a cura di Camilla Boemio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7-24 aprile</p>
<p><a href=" https://www.aocf58.it/wp/?p=7265 ">Federica Rugnone</a></p>
<p>Testo critico : Benedetta Carpi de Resmini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>dal12 al 30 maggio 2025</p>
<p><a href=" https://www.aocf58.it/wp/?p=7256">Maria Ginzburg: <em>Anatomia di un collasso</em></a></p>
<p>a cura di Beatrice Peria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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