<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ASSOCIAZIONE OPERATORI CULTURALI FLAMINIA 58 &#187; 2020/2021</title>
	<atom:link href="http://www.aocf58.it/wp/?cat=41&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.aocf58.it/wp</link>
	<description>ASSOCIAZIONE OPERATORI CULTURALI FLAMINIA 58</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2026 11:51:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.2</generator>
		<item>
		<title>Peter Ydeen :“Easton Nights”</title>
		<link>http://www.aocf58.it/wp/?p=6446</link>
		<comments>http://www.aocf58.it/wp/?p=6446#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2021 12:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020/2021]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aocf58.it/wp/?p=6446</guid>
		<description><![CDATA[dal 21 giugno al 20 luglio 2021 A cura di    Camilla Boemio Easton Nights è la personale del fotografo americano Peter Ydeen, la cui selezione delle immagini mira a evidenziare una narrazione dalle tante sfaccettature. Ydeen è conosciuto perché ritrae i paesaggi urbani, con la sua abilità celebra la complessità e la bellezza del <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=6446' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 21 giugno al 20 luglio 2021</p>
<p>A cura di    Camilla Boemio</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Pink-Line-72-x-1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6447" title="pink-line-72-x-1024" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Pink-Line-72-x-1024-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><em>Easton Nights </em>è la personale del fotografo americano Peter Ydeen, la cui selezione delle immagini mira a evidenziare una narrazione dalle tante sfaccettature.</p>
<p>Ydeen è conosciuto perché ritrae i paesaggi urbani, con la sua abilità celebra la complessità e la bellezza del mondo. La serie <em>Easton</em> <em>Nights</em> è iniziata nel 2015 come esercizio di fotografia notturna, ispirata principalmente agli scatti poetici di George A.Tice. L&#8217;esercizio si è ben presto trasformato in un&#8217;ossessione, nella scoperta di un mondo ovattato nel quale il paesaggio si rivela in tutta la sua capacità evocativa. Il sublime incontra la geometria degli agglomerati, delle strade, degli scorci immortalati fondendosi con l’illuminazione stradale, svelandoci poco a poco una nuova prospettiva.</p>
<p>La notte ha le sue regole visive, la sua gamma di colori, e la sua presenza eterea, artefatta nella quale prendono forma scenari inediti. L’ambiente artificiale prende forma mostrando eleganza, mistero che spesso durante il giorno non ha, i riflettori notturni isolano e minimizzano ciò che vediamo svelandoci un palcoscenico lirico.</p>
<p>Questa visione incarna il tessuto americano, fa parte di quell’atlante nel quale si può comporre l’immagine visiva degli Stati Uniti; almeno sono un suo prezioso contributo nel quale possiamo immaginare come sia oggi l’America. È una storia su Easton, sulla Lehigh Valley, una storia sulla Pennsylvania, una storia sulle città di provincia americane. Per centinaia di ore, vagando per le strade silenziose, Ydeen è riuscito a fare emergere e a raccontare i mondi invisibili che si presentano, attraverso la sua macchina fotografica, come luoghi allo stesso tempo surreali, romantici e magici, nei quali l’intimità si mischia allo stupore della meraviglia inaspettata.</p>
<p>Sono anche semplici scorribande notturne nelle quali è riuscito a realizzare lavori di rara intensità estetica. La seduzione della fotografia emerge in questa serie, nella quale si avvicendano contaminazioni con il cinema, l’architettura.</p>
<p><em>“Easton Nights è una sospensione temporale, un margine di analisi nel quale la frontiera urbana prende una forma onirica, irradia melanconie nascoste nelle quali prendono vita insolite nature morte, agglomerati dimenticati, la vegetazione incolta, tombini, serrande e macchine, segnali apocalittici, piccole barche ancorate nei giardini, strane statue di animali, case dell’ottocento che ricordano frames di film famosi, strade che portano in un confine labile nel quale la fantasia e la realtà convergono. </em></p>
<p><em>Sono narrazioni di inizi di storie, fine di storie, con una laconica ritmica gradazione nella quale la luce fa da padrone. Ogni immagine è una poesia nella quale convergono i ricordi intimi, le situazioni significanti o totalmente insignificanti, e scorci di luoghi solitari. Sono racconti nel racconto che svelano l’animo del fotografo; un cercatore errante, un poeta sedotto dall’immagine che evoca lirismo.” </em></p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/A-Boat-near-the-Old-Town-Hotel-72-x-1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6448" title="a-boat-near-the-old-town-hotel-72-x-1024" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/A-Boat-near-the-Old-Town-Hotel-72-x-1024-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>     <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Bush-Shadow-72-x-1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6449" title="bush-shadow-72-x-1024" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Bush-Shadow-72-x-1024-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Peter</strong> <strong>Ydeen</strong> ha frequentato lo Skowhegan School dedicandosi alla pittura e alla scultura, i cui corsi sono stati tenuti da Judy Pfaff, Francesco Clemente, Martha Diamond e William Wegman.</p>
<p>Ha esposto in numerose mostre personali e collettive negli Stati Uniti e in Europa; tra le quali ricordiamo: alla LACDA a Los Angeles; alla Black Box Gallery a Portland, nell’Oregon; a Parigi; al Lancashire Great Britain; al Littlefield Performance Center di Brooklyn, a New York; al Copenhagen Photo Festival; a Londra; al Susquehanna Art Museum di Harrisburg in Pennsylvania.</p>
<p>Il prossimo anno esporrà alla Colorida Gallery a Lisbona, in Portogallo.</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/A-Bushy-Yard-72-x-1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6450" title="a-bushy-yard-72-x-1024" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/A-Bushy-Yard-72-x-1024-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>     <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Night-bush-72-x-1024.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6451" title="night-bush-72-x-1024" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/06/Night-bush-72-x-1024-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Camilla</strong> <strong>Boemio</strong> è una scrittrice d&#8217;arte, curatrice di ricerca la cui pratica indaga l&#8217;estetica contemporanea. Osserva il ruolo svolto dall&#8217;attivismo politico, e dalle forme di socializzazione influenzate dai media e dall&#8217;immagine in movimento; è associata all&#8217;AICA (International Art Critics). Con questa mostra la curatrice celebra il suo ritorno alla fotografia; dopo avere curato negli anni varie mostre di ricerca sulla fotografia in gallerie romane, tenuto interventi per il noto festival Britannico FORMAT al museo Quad di Derby, e curato <em>My</em> <em>Vietnam</em> per la XIII edizione di FOTOGRAFIA. Festival Internazionale di Roma, al MACRO Museo D’Arte Contemporanea Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La grafica degli inviti e del materiale realizzato per la mostra, è curata da <strong>Gabriele</strong> <strong>Mizzoni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>On line saranno presenti approfondimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’<strong>AOC F58 </strong>è costituita da un gruppo di artisti e architetti, attualmente sette che, oltre alla normale attività di atelier, autogestiscono uno spazio comune dedicato a mostre, installazioni ed eventi, secondo una tradizione ben consolidata dei luoghi. Questa attenzione verso l’esterno, che comporta una costante attività di promozione culturale anche fuori dai circuiti tradizionali, inizia nel 1988 e tutt’oggi prosegue come obbiettivo centrale del gruppo, cui si accompagna un’opera di rivisitazione e testimonianza delle molte presenze artistiche che si sono qui avvicendate negli anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>AOCF58 &#8211; Galleria BRUNO LISI </em><em>garantisce l&#8217;osservazione delle norme igienico-sanitarie, in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19. È obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’igienizzazione delle mani, il mantenimento della distanza di sicurezza.<em> </em>Gli ingressi sono contingentati e <strong>la mostra è accessibile solo tramite</strong> <strong>prenotazione</strong>. Si prega di inviare una e-mail all&#8217;indirizzo </em><a href="mailto:aocf58@virgilio.it">aocf58@virgilio.it</a><em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em>l&#8217;accesso alla Galleria è consentito solo con mascherina che copra completamente il viso e la bocca per tutta la durata della visita;</em></li>
<li><em>l’accesso alla Galleria sarà consentito solo a 3 persone alla volta e all&#8217;interno della galleria sarà necessario mantenere la distanza di sicurezza minima di 2 metri e evitare assembramenti, a meno che non si tratti di un nucleo familiare.</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aocf58.it/wp/?feed=rss2&#038;p=6446</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Raid”: Maria Elisa D’Andrea – Greig Burgoyne</title>
		<link>http://www.aocf58.it/wp/?p=6404</link>
		<comments>http://www.aocf58.it/wp/?p=6404#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 09:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020/2021]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aocf58.it/wp/?p=6404</guid>
		<description><![CDATA[dal 7 al 20 giugno 2021 A cura di   Camilla Boemio &#160; &#160; Raid è un progetto di ricerca iniziato l’anno scorso con la personale di Jérôme Chazeix: The coat of hipness (materiali velati), curata per il calendario di Altaroma. La mostra pensata per la AOC F58- Galleria Bruno Lisi rimanda alle arti tessili e <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=6404' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal 7 al 20 giugno 2021</p>
<p>A cura di   Camilla Boemio</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/129901232_10224694449522360_3998155201944006465_n-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6407" title="129901232_10224694449522360_3998155201944006465_n-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/129901232_10224694449522360_3998155201944006465_n-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Prison-drawing-project-scarborough-jail-Greig-Burgoyne-film-still-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6408" title="prison-drawing-project-scarborough-jail-greig-burgoyne-film-still-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Prison-drawing-project-scarborough-jail-Greig-Burgoyne-film-still-1-300x146.jpg" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Raid</em></strong> è un progetto di ricerca iniziato l’anno scorso con la personale di Jérôme Chazeix: <em>The coat of hipness</em> <em>(materiali velati)</em>, curata per il calendario di Altaroma. La mostra pensata per la AOC F58- Galleria Bruno Lisi rimanda alle arti tessili e alle pratiche partecipative. Una nuova estetica evidenzia una ricerca fervida dell&#8217;utilizzo del tessile aprendo la discussione ad una rinnovata analisi del linguaggio nelle sue forme più ibride ed attente al tessuto sociale.</p>
<p>Raid mette in dialogo la pratica degli artisti Maria Elisa D’Andrea e Greig Burgoyne. Presentandosi come uno specchio, la mostra rifletterà diverse sfumature del linguaggio d’arte, in un rimando atemporale nel quale l’installazione e il video consentono prospettive di pensiero sperimentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ricerca di <strong>Maria Elisa D’Andrea</strong> abbraccia metodi non convenzionali e un’attenta sperimentazione dei materiali, esplorandone i vari stati di esistenza formale e allegorica. I suoi soggetti sono tratti da narrazioni personali e fonti relative alla storia e alla mitologia, riflettendo l&#8217;interesse dell&#8217;artista per la filosofia, l’antropologia e il pensiero contemporaneo.</p>
<p>Ogni disegno e/o dipinto su carta, come le sue opere tessili, sono il risultato di tecniche altamente virtuosistiche che spesso richiedono lunghi periodi di tempo (e pazienza) per essere eseguite. Le opere nascono da esperienze personali, visioni e sensazioni che portano a immagini iconiche e riflessioni imperniate sulla simbologia femminista; ognuna è come un amuleto carico di fervore devozionale. Nel catturare il ciclo di vita della natura, D’Andrea allude al potere della memoria e all&#8217;inevitabilità dei cicli della vita.</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/thumbnail-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6414" title="thumbnail-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/thumbnail-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>   <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Maria-Elisa-DAndrea-RAID-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6415" title="maria-elisa-dandrea-raid-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Maria-Elisa-DAndrea-RAID-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>   <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Maria-Elisa-DAndrea-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6417" title="maria-elisa-dandrea-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/Maria-Elisa-DAndrea-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Il significato dell’opera <em>Cieloterra </em>- <em>Terracielo</em> riguarda la memoria personale e la testimonianza di una civiltà contadina radicata nella natura. L’installazione site-specific è composta da stelle di lana e cotone lavorata all’uncinetto, di cui alcune ricamate con perline in pasta di vetro. Come descrive la curatrice: “Sono fantasie scarne e precise, guidate da necessità interiori, e implicano indagini su argomenti antropologici, sia allettanti che inquietanti. L&#8217;intensa attenzione dei materiali è parte computabile per perseguire questa direzione. Le sue installazioni, e il modo di realizzarle, hanno implicazioni tanto semplici quanto complesse, riuscendo a coinvolgere lo spettatore in modi impliciti e letterali”.</p>
<p>In dialogo con l’installazione sarà presentato il video di <strong>Greig Burgoyne.</strong></p>
<p><strong> </strong>Il lavoro è un documento della sua performance, realizzata nel 2016 nella cella di una prigione. L’artista lavora con la futilità e l’estasi insiti nella resistenza, in questo particolare caso con un frustrante sforzo di fai-da-te – è alle prese con il tentativo di nascondere una sua limitazione –, andando al di là della letteralità della cella della prigione, avvicinandosi piuttosto alla realtà della condizione umana. Una realtà che rimanda al saggio <em>Le mythe de Sisyphe. Essai sur l&#8217;absurde </em>di Albert Camus, al <em>Processo</em> di  Kafka ma anche a una realtà attuale amara scaturita dal confinamento per contrastare il Covid-19 e dagli effetti causati dall’isolamento forzato. Secondo Boemio: “Se inizialmente sembrano essere azioni senza senso, nel momento nel quale le osserviamo con attenzione incarnano esteticamente la disperazione di vivere; il destino comune dell’uomo. L’artista medium diventa colui che si immedesima nel sopportare il peso dell’esistenza”.</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-1-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6409" title="bad-drawing-still-from-film-2018-1-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-1-1-300x187.jpeg" alt="" width="300" height="187" /></a>  <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-2.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6410" title="bad-drawing-still-from-film-2018-2" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-2-300x187.jpeg" alt="" width="300" height="187" /></a>  <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-3.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6411" title="bad-drawing-still-from-film-2018-3" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-3-300x187.jpeg" alt="" width="300" height="187" /></a>     <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-4.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6412" title="bad-drawing-still-from-film-2018-4" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-4-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" /></a>  <a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-5.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6413" title="bad-drawing-still-from-film-2018-5" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/05/bad-drawing-Still-from-film-2018-5-300x171.jpeg" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bio artisti:</p>
<p>Maria Elisa D’Andrea (Udine, 1973) si è laureata all’Accademia d’Arte di Venezia. Ha esposto in mostre personali e collettive; tra le quali: la Biennale Italia – Cina a Torino; <em>INDEPENDENTS5</em> con la curatela di AAC Platform a Verona Art Fair nel 2014; alla Pinacoteca Moretti di San Severino Marche; al Museo Civico Sant’Antonio di Cascia, nel 2015. La pubblicazione <em>Nel</em> <em>Cerchio</em> <em>della</em> <em>Madre</em> curata da AAC Platform con l’editore Narcissus presenta la sua ricerca e i documenti della mostra <em>Nel</em> <em>Cerchio</em> <em>della</em> <em>Madre</em> al Museo Civico Sant’Antonio. Nel 2013 è stata insignita del Premio Arte Laguna nella sezione <em>Open</em>. Nell’inverno del 2020 è stata scelta per il pop-up solo show curato da AAC Platform all&#8217;interno del progetto <em>PurpleWindowGallery</em> (Chicago, 2020). E’ tra gli artisti presentati nel volume <em>As</em> <em>Brilliant</em> <em>As</em> <em>the</em> <em>Sun</em> pubblicato da Vanillaedizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Greig Burgoyne (Glasgow, 1971) ha studiato presso la Hoschüle Für Angewandte Kunst di Vienna e al Royal College of Art di Londra (MA Painting 1994). La sua è una pratica ampia che coinvolge il disegno site-specific attraverso performance e installazioni. Unisce materiali spesso recuperati nelle vicinanze del luogo del progetto, con strategie processuali, basate sulla generazione di una condizione di divenire, traduzione e flusso; la creazione di un luogo di esperienza piuttosto che un mero set. Ha esposto ampiamente in Europa sin dalla laurea al Royal College. Commissioni recenti e performance includono: Expect the Unexpected presso The Lowry Manchester (con Yoko Ono, Martin Creed e John Baldessari) e Brief Encounters, the Edinburgh Arts Festival; e The First Night of Experimental Boredom, Lodge 222 Dordrecht, Holland, 2019; The One Who Was Standing Apart From Me at Mart Gallery, Dublin 2018; Celui Qui Ne M&#8217;Accompagnait Pas, Médiatèque Du Moulle, France 2018; Yellow Brick Road 1 &amp; 2, P/ROPS Nest Space, Ghent, Belgium 2018; PIER DIG at ARTWalk Porty, Edinburgh 2018; Restless Linings at Wimbledon Space London 2018; OK-NO, La Confection Idéale, Tourcoing, France 2018, and <em>Breathing</em> <em>Space</em> with La Verita Dance Company,Centre Culturel, Balavoine, France.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Camilla Boemio è una scrittrice d&#8217;arte, curatrice di ricerca la cui pratica indaga l&#8217;estetica contemporanea. Osserva il ruolo svolto dall&#8217;attivismo politico, e dalle forme di socializzazione influenzate dai media e dall&#8217;immagine in movimento; è associata all&#8217;AICA (International Art Critics). I recenti progetti curatoriali includono la mostra Jérôme Chazeix: <em>The</em> <em>coat</em> <em>of</em> <em>hipness</em> <em>(materiali</em> <em>velati)</em> nel calendario di Altaroma2020, da Label201 (2020); e la mostra Marc Trujillo: Fast da AOC F58 – Galleria Bruno Lisi, a Roma (2020).</p>
<p>Nel 2016 è stata la curatrice di <em>Diminished</em> <em>Capacity</em>, il primo padiglione nazionale della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia, con il titolo <em>Reporting</em> <em>from</em> <em>the</em> <em>Front</em>; nello stesso anno ha partecipato con una lecture a The <em>Social</em> (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) organizzato alla Boston University nel Massachusetts.; nel 2013 è stata curatrice associata di <em>Portable Nation. Disappearance As Work in progress &#8211; Approaches to Ecological Romanticism</em>, il padiglione nazionale delle Maldive alla 55 Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di <em>Venezia</em>, dal titolo <em>Il</em> <em>Palazzo</em> <em>Enciclopedico</em>. Nel 2018, ha preso parte al progetto <em>Venice</em> <em>Vending</em> Machine alla Tate Liverpool. Un suo saggio si trova nella pubblicazione <em>ROAR</em> edita dalla Cambridge School of Art, che esplora come le strategie artistiche ed estetiche affrontino i concetti di sostenibilità; e il suo recente volume <em>As</em> <em>Brilliant</em> <em>As</em> <em>the</em> <em>Sun</em> pubblicato da Vanilla edizioni ricostruisce un viaggio nelle pratiche artistiche della California e intorno alla città di Roma creando un legame tra due luoghi d&#8217;arte accomunati da analogie e contraddizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>AOCF58 &#8211; Galleria BRUNO LISI </em><em>garantisce l&#8217;osservazione delle norme igienico-sanitarie, in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19. È obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’igienizzazione delle mani, il mantenimento della distanza di sicurezza.<em> </em>Gli ingressi sono contingentati e <strong>la mostra è accessibile solo tramite</strong> <strong>prenotazione</strong>. Si prega di inviare una e-mail all&#8217;indirizzo </em><a href="mailto:aocf58@virgilio.it">aocf58@virgilio.it</a><em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em>l&#8217;accesso alla Galleria è consentito solo con mascherina che copra completamente il viso e la bocca per tutta la durata della visita;</em></li>
<li><em>l’accesso alla Galleria sarà consentito solo a 3 persone alla volta e all&#8217;interno della galleria sarà necessario mantenere la distanza di sicurezza minima di 2 metri e evitare assembramenti, a meno che non si tratti di un nucleo familiare.</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aocf58.it/wp/?feed=rss2&#038;p=6404</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sabina Zocchi: “Terza persona”</title>
		<link>http://www.aocf58.it/wp/?p=6387</link>
		<comments>http://www.aocf58.it/wp/?p=6387#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 12:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020/2021]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aocf58.it/wp/?p=6387</guid>
		<description><![CDATA[A cura di   Pasquale Polidori Apertura  10 maggio 2021 ore 17.00 – 20.30 dal 10 al 28 maggio 2021 &#160; La galleria Bruno Lisi Aoc F58 è lieta di presentare la personale di Sabina Zocchi dal titolo Terza persona. In mostra un insieme di lavori centrati sulla relazione tra ritratto e autoritratto, ovvero sulle confluenze <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=6387' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di   Pasquale Polidori</p>
<p>Apertura  10 maggio 2021 ore 17.00 – 20.30</p>
<p>dal 10 al 28 maggio 2021</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/terzapersona_persempre_web.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6390" title="terzapersona_persempre_web" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/terzapersona_persempre_web-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La galleria Bruno Lisi Aoc F58 è lieta di presentare la personale di Sabina Zocchi dal titolo <em>Terza persona</em>. In mostra un insieme di lavori centrati sulla relazione tra ritratto e autoritratto, ovvero sulle confluenze intersoggettive che segnano e nutrono lo spazio, psicologico e fisico, in cui ha luogo il desiderio di fissare l’immagine dell’altro, interpretandola attraverso una tecnica artistica.</p>
<p>L’appropriazione del volto altrui compensa così l’impossibile conoscenza del proprio volto. E la sovrapposizione, se non addirittura la confusione dei connotati, diviene l’unica strada certa della realizzazione di sé. Il velo bianco di pittura che ricopre una serie di volti — fra i quali quello dell’artista — catturati e uniformati in semplici fototessere, che paradossalmente aspirano a una valenza identitaria, sta a celebrare lo sposalizio o forse la comunione tra chi ritrae e chi è ritratto. Un video scandisce poi i momenti di questo lavoro di ricerca della figura altrui che intreccia pittura, fotografia e grafica, così come normalmente avviene nella pratica artistica di Sabina Zocchi, contraddistinta da un’ampia libertà compositiva che solo ubbidisce all’unica regola del richiamo di una forma apparente della persona — la propria e l’altrui — fino a tendere a una caratterizzazione fumettistica. Esemplare in questo senso è il ritratto a più sfaccettature figurative di una donna di nome Margherita, della quale si inseguono le tracce biografiche, le fotografie trovate e fatte oggetto di rielaborazione pittorica e di autoidentificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/fotoritoccoCOMPOSIZIONEexWEB.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-6392" title="fotoritoccocomposizioneexweb" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/fotoritoccoCOMPOSIZIONEexWEB-1024x769.jpg" alt="" width="695" height="521" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabina Zocchi SBI, nata a Milano, è sinologa di formazione, e vive e lavora a Roma.</p>
<p>Da diversi anni la sua ricerca approfondisce il tema del ritratto, indagando il rapporto tra biografia e fisionomia attraverso l’impiego di tecniche manuali e digitali, e muovendosi tra la pittura e la grafica, specie nelle collaborazioni editoriali. Ha esposto recentemente a Roma da Horto Aromaticus, da Rossocinabro e da Clivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>OCF58 – Galleria BRUNO LISI </em><em>garantisce l’osservazione delle norme igienico-sanitarie, in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19.</em></p>
<p><em>È obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’igienizzazione delle mani, il mantenimento della distanza di sicurezza.<em></em></em></p>
<p><em>Gli ingressi sono contingentati e la mostra è accessibile solo tramite prenotazione. Si prega di inviare una e-mail all’indirizzo </em><a href="mailto:aocf58@virgilio.it"><em>aocf58@virgilio.it</em></a><em>.</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aocf58.it/wp/?feed=rss2&#038;p=6387</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Andrea Liberni: “Eden”</title>
		<link>http://www.aocf58.it/wp/?p=6357</link>
		<comments>http://www.aocf58.it/wp/?p=6357#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 08:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020/2021]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aocf58.it/wp/?p=6357</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Apertura 12 Aprile 2021 dal 12 aprile al 30 aprile 2021 &#160; Simulacri, figure che simulano la condizione dell’uomo, l’anima e le ombre che lo abitano. Sono i protagonisti del lavoro di Andrea Liberni, corpicini forgiati in maniera incompleta, fragili come la porcellana di cui sono fatti, inadeguati eroi alla ricerca di un’identità. Inconclusi <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=6357' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Apertura 12 Aprile 2021</p>
<p>dal 12 aprile al 30 aprile 2021</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/1-orizzontale.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-6358" title="1-orizzontale" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/04/1-orizzontale-1024x768.jpg" alt="" width="695" height="521" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Simulacri</strong>, figure che simulano la condizione dell’uomo, l’anima e le ombre che lo abitano. Sono i protagonisti del lavoro di Andrea Liberni, corpicini forgiati in maniera incompleta, fragili come la porcellana di cui sono fatti, inadeguati eroi alla ricerca di un’identità. Inconclusi e soggetti a limiti, come gli <em>homunculus</em> creati dagli alchimisti, si trovano in un libro d’artista in cui Liberni sovrappone la loro immagine sofferente alle pagine di un trattato di Anatomia Patologica. Mancanti di una parte di sé, questi corpi costituiscono l’opposto dell’uomo vitruviano, per via della loro aspirazione irrazionale a riguadagnare la perfezione del paradiso terrestre.</p>
<p>Lo sviluppo e la conformazione delle porcellane bianche procedono attraverso il disegno e quindi, nel momento in cui l’artista dà loro forma, la fragilità dei simulacri viene sottoposta alla prova delle installazioni, di volta in volta appositamente concepite. Quella del limite è una circostanza ricorrente – limite della forma umana, dello spazio vitale, del contenitore o del confine – che a livello fisico e psicologico attiva un insidioso doppio gioco fra il sentimento di protezione e quello di impedimento; un insanabile dualismo tra il conforto del limite e la volontà di evadere, tra il sentirsi costretti e il voler andare oltre. Come in un esperimento, gli omini mettono in atto una verifica, cercano di forzare e al contempo resistere al limite, intraprendono strategie di sopravvivenza.</p>
<p>In <em>Eden</em>, gli omuncoli sono collocati in recipienti di materiali di risulta, insieme alle macerie. Pur non essendo della stessa sostanza informe, danno l’impressione di spartire il medesimo destino dei calcinacci. Questi, apparentemente inerti, riproducono una sorta di demolizione in cui il dramma si rivela nello smarrimento dei piccoli corpi. E c’è – letteralmente – un <em>fil-rouge</em> che filtra la percezione tra il disagio dei simulacri nei contenitori e il muro di fondo della galleria, dove appare in video un cielo blu, l’Eden appunto, un paesaggio rassicurante ma lontano, infinito e indefinito. Il filo rosso viene teso tra i recipienti, a disegnare la forma della quadratura del cerchio, il simbolo esoterico che è divenuto sinonimo di impresa impossibile, ma potrebbe anche rappresentare la carnalità, l’irrazionalità, l’inadeguatezza cui l’umanità è stata obbligata dopo la cacciata. Costrizione e sofferenza si sovrappongono al piano del piacere agognato e alla consapevolezza della propria natura. Riconoscendo la dignità dell’informe, dell’incompiuto ed incompleto, il dispositivo del filtro realizza la sintesi tra forma e contenuto. Accettare l’impossibilità di reagire infatti, secondo l’artista, può essere utile per “creare il desiderio e superarlo per sé stessi”.</p>
<p style="text-align: right;"> Diletta Borromeo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Andrea Liberni</strong></p>
<p>Nato a Padova, laureato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, vive e lavora a Milano. Nella sua ricerca artistica sul tema dell’identità umana, si muove in maniera trasversale in diversi campi, interessandosi principalmente di scultura, pittura e videoarte. Con l’installazione “Guide to Man(i)kind”, presentata nella mostra “Therapy of Living”, nel 2016 ha partecipato alla XVI Biennale di Architettura di  Venezia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2019 “Corpora”, a cura di Angela Madesani, Il Pomo da DaMo, Contemporary Art Gallery, Imola (BO)</p>
<p>2018 “Spatium&#8221;, a cura di Angela Madesani, &#8220;Le stanze del contemporaneo”, Castello di Pagazzano (BG)</p>
<p>2018 “…inermi…”, a cura di di Anna Cochetti, Storie Contemporanee, Roma</p>
<p>2017 “memor(i)ae”, Civico Museo Archeologico, Bergamo</p>
<p>2016 “Step Milano Scultura”, Fabbrica del Vapore, Milano</p>
<p>2016 “Arkhipélagos”, Palazzo Comunale, La Maddalena (OT)</p>
<p>2016 “Venezia-Dakar”, Laboratorio VI.P., Milano</p>
<p>2016 “Therapy of Living”, Biennale di Architettura di Venezia</p>
<p>2015 “Step Milano Scultura”, Fabbrica del Vapore, Milano</p>
<p>2014 “Doppio d’ombra”, Laboratorio VI.P., Milano</p>
<p>[...]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>AOCF58 &#8211; Galleria BRUNO LISI </em><em>garantisce l&#8217;osservazione delle norme igienico-sanitarie, in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19. È obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’igienizzazione delle mani, il mantenimento della distanza di sicurezza.<em> </em>Gli ingressi sono contingentati e <strong>la mostra è accessibile solo tramite</strong> <strong>prenotazione</strong>. Si prega di inviare una e-mail all&#8217;indirizzo </em><a href="mailto:aocf58@virgilio.it">aocf58@virgilio.it</a><em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em>l&#8217;accesso alla Galleria è consentito solo con mascherina che copra completamente il viso e la bocca per tutta la durata della visita;</em></li>
<li><em>l’accesso alla Galleria sarà consentito solo a 3 persone alla volta e all&#8217;interno della galleria sarà necessario mantenere la distanza di sicurezza minima di 2 metri e evitare assembramenti, a meno che non si tratti di un nucleo familiare.</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aocf58.it/wp/?feed=rss2&#038;p=6357</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tano D’Amico: “Guerra ai poveri&#8221;</title>
		<link>http://www.aocf58.it/wp/?p=6329</link>
		<comments>http://www.aocf58.it/wp/?p=6329#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 09:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AocF58</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020/2021]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aocf58.it/wp/?p=6329</guid>
		<description><![CDATA[Inaugurazione    22 febbraio  2021 ore 17.00 dal 22 febbraio al 19 marzo 2021 Gli scatti documentano le lotte del Movimento per il Diritto all’Abitare, condotte a Roma tra il 2009 e il 2019, raccolte nell’omonimo volume edito da Red Starr Press (2019). La vocazione sociale della fotografia è da sempre al centro della poetica <a href='http://www.aocf58.it/wp/?p=6329' class='excerpt-more'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inaugurazione    22 febbraio  2021 ore 17.00</p>
<p>dal 22 febbraio al 19 marzo 2021</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/tano-300-11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-6333" title="tano-300-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/tano-300-11-1024x456.jpg" alt="" width="695" height="309" /></a></p>
<p>Gli scatti documentano le lotte del Movimento per il Diritto all’Abitare, condotte a Roma tra il 2009 e il 2019, raccolte nell’omonimo volume edito da Red Starr Press (2019).</p>
<p>La vocazione sociale della fotografia è da sempre al centro della poetica di Tano D’Amico che, sin dagli anni Sessanta, documenta manifestazioni di piazza e avvenimenti storici cruciali dell’Italia del Dopoguerra (e non solo), come il Movimento del 1977 o gli scontri del G8 a Genova. Le sue immagini sono diventate icone contemporanee sulla violenza e sul potere, testimonianze visive di resistenza, fatti di cronaca e movimenti (contro)culturali.</p>
<p>Lo sguardo di Tano D’Amico non è diretto al fatto <em>in sé</em>, ma si concentra sul soggetto, sulla componente umana, facendone emergere un ritratto emozionale preciso e situato. Con un occhio vigile sui cambiamenti della società, rivolge il proprio obiettivo alle frange “invisibili”, realizzando reportages su carceri, manicomi, sulla comunità rom.</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/tano-300-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6348" title="tano-300-3" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/tano-300-3-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/Senza-titolo-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6351" title="senza-titolo-2" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/Senza-titolo-2-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>La <em>Guerra ai poveri</em> è il volto più attuale della violenza perpetrata dal sistema socio-economico in cui viviamo, al quale Tano D’Amico intende dare immagine al fianco dei manifestanti, degli occupanti, degli emarginati.</p>
<p><em>«[…] Mentre viene fatta, un’immagine può fondersi con la realtà e cambiarne il percorso? Anche per poco, intendo, anche solo negli attimi in cui l’immagine trova la sua forma, negli attimi in cui occhio e obiettivo sono puntati sulla realtà. Può l’immagine mischiarsi con la vita? Non dopo, ma mentre la si fa, istante per istante? Un attimo di immagine per ogni attimo di vita. Può l’immagine aggiungere qualcosa alla vita? Può aiutarla? Può opporsi alla morte? L’immagine può amare così tanto la vita da cambiarne il destino?». </em></p>
<p>(cit. Tano D’Amico in <em>Fotografia e destino. Appunti sull’immagine</em>, p.7).</p>
<p><a href="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/Senza-titolo-1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-6349" title="senza-titolo-1" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/Senza-titolo-1-1024x723.jpg" alt="" width="695" height="490" /></a></p>
<p>Tano D’Amico (Lipari, 1942) è un giornalista e fotoreporter che ha collaborato con testate come <em>Il Manifesto</em> e <em>La Repubblica</em>. Tra i numerosi volumi di cui è autore: <em>Il Piombo e le Rose. Utopia e creatività nel Movimento del 1977</em> (Postcart, Roma 2017) con Pablo Echaurren; <em>Fotografia e destino. Appunti sull’immagine </em>(Mimesis, Sesto San Giovanni 2020)</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-6343" title="tano-a-s" src="http://www.aocf58.it/wp/wp-content/uploads/2021/02/tano-a-s-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p>Tano a s. Arsenio &#8211; 1989 (foto di Patrizia Nicolosi)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>AOCF58 &#8211; Galleria BRUNO LISI </em><em>garantisce l&#8217;osservazione delle norme igienico-sanitarie, in seguito all’emergenza pandemica da Covid-19. </em></p>
<p><em>È obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’igienizzazione delle mani, il mantenimento della distanza di sicurezza.<em></em></em></p>
<p><em>Gli ingressi sono contingentati e la mostra è accessibile solo tramite prenotazione. Si prega di inviare una e-mail all&#8217;indirizzo </em><a href="mailto:aocf58@virgilio.it"><em>aocf58@virgilio.it</em></a><em>.</em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aocf58.it/wp/?feed=rss2&#038;p=6329</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
